650 anni di Cultura

La Storia dell'Università di Pavia

Introduzione

Ho colto l'occasione della ricorrenza dei 650 anni dalla fondazione dell'Università di Pavia per realizzare questo progetto, rivolto agli studenti che vogliano approfondire le loro conoscenze riguardo alla storia del nostro Ateneo.
Ho realizzato un video introduttivo,nel quale sono presentati i personaggi che hanno fatto grande l'Università dalla sua fondazione fino ai giorni nostri, affiancandolo a questa wiki dove i vari argomenti sono ripresi ed approfonditi facendo uso di link a materiali presenti in rete. Ho anche raccolto le immagini dei personaggi in un album su Flickr e per ciascuno è presente una breve descrizione.
Per ottenere maggior visibilità il progetto è stato pubblicizzato su Facebook, Delicious e Twitter.
Le mie principali fonti di ispirazione sono state la splendida mostra "Pavia e le svolte della scienza" che celebra i 650 anni dell'Università ed i musei universitari, in particolare il Museo per la Storia dell'Università e il Museo di Storia Naturale.
Buona lettura e... Auguri Alma Ticinensis Universitas!!!

La Fondazione

L'Università di Pavia affonda le proprie radici nell'età Carolingia. Il 25 maggio 825, l'imperatore Lotario, nipote di Carlo Magno, fonda a Pavia un Centro di Studi Superiori. La città diventa quindi un centro culturale privilegiato e, per ordine imperiale, le città di Lombardia, Piemonte e Liguria hanno l'obbligo di mandarvi gli studenti.
Il prestigio di Pavia è anche dovuto alla presenza di un docente designato, cosa unico fra le città all'epoca sede di istruzione. Si tratta del monaco irlandese Dungal chiamato da Lotario nel solco dell'opera di risveglio culturale affidata già da Carlo Magno ad intellettuali anglosassoni.
Abbiamo poche tracce dell'insegnamento di Dungal, ma possiamo immaginare che le sue lezioni, che spaziavano dalla religione alla scienza, si tenessero nei monasteri tra cui quello di S. Pietro in Ciel d'Oro.

Ritratto di Galezzo II Visconti

La vera fondazione dell'Università risale, però, al 13 aprile 1361 quando su richiesta di Galeazzo II Visconti, vicario imperiale e signore di Milano, l'imperatore Carlo IV concede a Pavia uno Studium generale per l'insegnamento dei diritti canonico e civile, della filosofia, della medicina e delle arti liberali.
Nell'ottobre del 1361 il numero dei docenti chiamati a Pavia è sufficiente per permettere all'Università di funzionare e, per ordine di Galeazzo II, è l'unica Università a cui gli studenti del dominio Visconteo possano iscriversi.


Ritratto di papa Bonifacio IXUna sorta di "seconda fondazione" dell'Università di Pavia avviene il 16 novembre del 1389 quando papa Bonifacio IX, legittima dal punto di vista dell'autorità ecclesiastica l'Università, aggiunge la teologia alle materie insegnate e concede allo Studium pavese gli stessi diritti delle Università di Bologna e Parigi.
I primi anni dell'Università di Pavia sono piuttosto travagliati, ma già alla fine del '300 si registra l'arrivo di docenti di spicco come Baldo degli Ubaldi che insegna diritto pubblico a Pavia negli ultimi anni della sua vita.



L'ascesa nel '400 e la regressione nel '500

Ritratto di Lorenzo VallaNel corso del '400 il prestigio dello Studium pavese cresce rapidamente. Ciò è testimoniato dall'afflusso sempre maggiore di studenti provenienti, non solo dal Ducato di Milano, ma anche dall'estero, in particolare dalle regioni della Renania, di Magonza e della diocesi di Colonia.
Tra le figure principali che hanno insegnato a Pavia nel '400 si mettono in luce Lorenzo Valla e Giasone del Maino.

Valla è chiamato a Pavia per insegnare la retorica nel 1431 ed ottiene anche la cattedra di eloquenza. Acquisisce la fama grazie al suo "De Voluptate" nel quale cerca di conciliare il Cristianesimo e l'edonismo. Il testo, però, scatena anche roventi polemiche, per i contenuti giudicati scandalosi, e Valla è costretto a lasciare Pavia nel 1433.

Giasone del Maino

Giasone del Maino, invece, insegna diritto a Pavia all'inizio ed alla fine della sua carriera, dopo che ha dovuto più volte abbandonare l'attività di insegnamento anche per colpa di una fastidiosa infezione agli occhi. Grazie ai ricchi proventi derivati dall'insegnamento universitario compra terreni nel pavese e nel piacentino e fa costruire un ricco palazzo a Pavia presso Porta Palancese.

Va ricordato, inoltre, che nel 1485, con diploma imperiale, lo Studium Generale viene proclamato ufficialmente Università.

Il brillante sviluppo dell'Università di Pavia si arresta, però, nel corso del '500. L'arrivo della dominazione spagnola ha conseguenze nefaste per l'Ateneo già fortemente provato dagli eventi culminati con la battaglia di pavia del 1525.
Il '500 ed il '600 sono secoli bui per l'Università, ma due figure isolate, Girolamo Cardano e Gaspare Aselli, raggiungono importanti risultati.


Girolamo CardanoIl medico, astrologo, filosofo naturale e matematico Girolamo Cardano ha legato il suo nome ad importanti invenzioni come la sospensione cardanica ed il giunto cardanico che ancora oggi trovano applicazione in meccanica; in particolare il giunto cardanico viene utilizzato nella costruzione di alberi di sterzo e trasmissione e per la costruzione di componenti per macchine agricole.
Cardano scopre, inoltre, un metodo di risoluzione per le equazioni di terzo grado e, sempre in ambito matematico, pubblica un'opera che anticipa il calcolo delle probabilità.
La fama di Cardano cresce anche grazie alla pubblicazione del De subtilitate, un'opera enciclopedica che mescola tradizione e ricerche avanzate in ambito farmaceutico.

Ritratto di Gaspare Aselli
Il medico chirurgo Gaspare Aselli è, invece, famoso per la scoperta del sistema linfatico, avvenuta nel 1622, ancor prima di ottenere la cattedra di anatomia all'Università di Pavia. Aselli scoprì questo sistema di vasi bianchissimi e molto sottili contenenti un liquido simile al latte. Il ruolo primario di questi vasi è il drenaggio delle scorie da organi e tessuti del corpo umano.
Oltre ai vasi, il sistema linfatico comprende i linfonodi, divisi in primari (midollo osseo e timo) e secondari (milza, linfonodi, Malt) che hanno un ruolo fondamentale nella lotta alle infezioni.
Lo studio del sistema linfatico ha implicazioni importanti in oncologia poichè è attraverso i suoi vasi che le cellule tumorali si possono diffondere nel corpo provocando metastasi.

La rinascita settecentesca

Ritratto di Maria Teresa d'Austria
La rinascita culturale dell'Università di Pavia risale alla seconda metà del '700 con l'avvento degli Asburgo.
L'imperatrice Maria Teresa d'Austria promuove, infatti, una politica illuminata a favore dell'Università e della cultura in generale attraverso una serie di riforme. Questa politica viene poi continuata dal figlio, l'imperatore Giuseppe II. L'Università viene potenziata e alcuni fra i più importanti scienziati dell'epoca sono chiamati ad insegnare a Pavia. Particolarmente influenti e famosi sono Alessandro Volta, Lazzaro Spallanzani ed Antonio Scarpa.


Alessandro Volta
Alessandro Volta, fisico e filosofo naturale straordinario, compie ricerche nell'ambito dell'elettricità. E' famoso, suo malgrado, più per gli strumenti da lui inventati che per le sue teorie sulla natura dell'elettricità. Molti di questi strumenti sono ancora oggi osservabili nella ricostruzione del gabinetto di fisica voltiano all'interno del Museo per la Storia dell'Università; i più famosi sono l'elettroforo, l'elettrometro, l'eudiometro, ma soprattutto la pila.
Volta costruisce la pila nel 1799, al termine di un lungo dibattito con Galvani, un medico bolognese, sull'origine dell'elettricità animale. La costruisce ad imitazione dell'organo elettrico delle torpedini e per la prima volta può ottenere una corrente stabile.
Le ricerche di Volta hanno conseguenze ed applicazioni straordinarie, spaziando dal fotovoltaico ai transistor ed ai microchip usati per la costruzione di computer e telefoni cellulari.

Ritratto di Lazzaro SpallanzaniLa fama di Spallanzani, naturalista ed ecclesiastico, è dovuta ai suoi studi sugli animali e sull'anatomia. Interessanti sono i suoi esperimenti che lo portano a scoprire il fenomeno oggi noto come ecolocalizzazione (percezione di ostacoli attraverso l'emissione di suoni e ricezione dell'eco relativo); egli nota che i pipistrelli pur se accecati o mutilati sono in grado di perceprie gli ostacoli ed attribuisce questa facoltà ad un senso in qualche modo legato all'udito. Si interessa poi delle migrazioni delle rondini, e scopre che le pulsazioni del cuore sono responsabili della circolazione del sangue. Compie ricerche sull'apparato digerente, confutando la teoria dello "stomaco triturante" e suggerendo l'ipotesi che i succhi gastrici siano i responsabili della digestione. Analizza il fenomeno della generazione spontanea degli esseri viventi ed i meccanismi legati a fecondazione e riproduzione. Negli ultimi anni di vita compie ricerche sulla respirazione mostrando che tutti i tessuti sono in grado di respirare.
Spallanzani va anche ricordato perchè, tramite l'acquisizione di animali da mostrare durante le sue lezioni ha contribuito in modo determinante alla creazione del Museo di Storia Naturale.

Ritratto di Antonio Scarpa

Scarpa si laurea in medicina nel 1770 ed è considerabile un precursore della scuola di neurobiologia che fiorirà a Pavia nella seconda metà dell'Ottocento. Scarpa è famoso per i suoi studi sul sistema nervoso centrale e soprattutto periferico e sull'innervazione del cuore. Descrive accuratamente molti nervi, tra cui il nervo olfattivo con i suoi bulbi, le radici e le strie. Ancora oggi un ganglio del nervo vestibolare è chiamato ganglio di Scarpa in onore del suo operato Dotato di un particolare talento e gusto per l'arte, egli realizza dei preparati anatomici che utilizza durante le sue lezioni, tenute nel teatro anatomico che oggi porta il suo nome.



"Dei delitti e delle pene" di Cesare Beccaria


Per quanto riguarda l'ambito giuridico letterario va sicuramente ricordata la figura di Cesare Beccaria che nel 1764 dà alle stampe il libro "Dei delitti e delle pene" che contiene un accorato discorso contro la pena di morte. Beccaria è un semplice laureato dell'Università di Pavia, ma pur non avendo la qualifica di Professore, la sua opera è ugualmente innovativa e rivoluzionaria.







L'Ottocento

Il prestigio dell'Università rimane elevato in età Napoleonica soprattutto grazie alla presenza di Vincenzo Monti e Ugo Foscolo alla cattedra di eloquenza.

Ritratto di Vincenzo Monti
Monti è titolare della cattedra di Eloquenza e Poesia di Pavia dal 1801 al 1804. Secondo le testimonianze dell'epoca le sue lezioni ottengono un notevole successo.
Durante la sua permanenza a Pavia si fa notare per un singolare elogio, una sorta di guida turistica in versi, dell'Ateneo pavese, dei suoi musei e delle sue collezioni.



Ritratto di Ugo Foscolo

Foscolo ottiene la cattedra di Eloquenza e Poesia nel 1808 e nella lezione inaugurale del suo corso pronunciò la famosa "esortazione alle storie". Di fronte ad un vasto pubblico, comprendente anche colleghi illustri come Volta, nel gennaio del 1809 Foscolo esalta la funzione civile della letteratura ed incoraggia gli intellettuali a non elogiare i potenti. La carriera pavese di Foscolo si conclude già nel giugno del 1809 quando Napoleone sopprime il corso di Eloquenza.



Nel corso dell'Ottocento una rilevante importanza assumono le scuole di matematica, guidata da Eugenio Beltrami, e quella medica guidata da Camillo Golgi.

Ritratto di Eugenio BeltramiBeltrami e altri matematici pavesi dell'Ottocento, tra cui Felice Casorati e Luigi Berzolari, furono a lungo docenti a Pavia e portarono a vette altissime la scuola matematica con ricerche soprattutto nell'ambito delle geometrie non euclidee. Questo tipo di geometrie trova applicazione in cosmologia nella determinazione della curvatura dell'Universo.
Beltrami conduce anche importanti ricerche nell'ambito della meccanica dei fluidi che ancora oggi trovano applicazioni ad esempio in magnetofluidodinamica.
Un altro campo di interesse di Beltrami è l'elasticità ed egli presenta una soluzione per l'equilibrio in un mezzo elastico.

Ritratto di Camillo GolgiNell'Ottocento Pavia diviene un centro di eccellenza per le neuroscienze grazie alle scoperte di Camillo Golgi e dei suoi collaboratori. Golgi ottiene risultati straordinari scoprendo la "reazione nera", una particolare sostanza che permette di evidenziare le strutture delle cellule del sistema nervoso. Così facendo Golgi può far luce sui misteri del cervello che era ancora quasi completamente sconosciuto. La particolarità della reazione nera, che sta alla base del suo successo, è quella di colorare solo una piccola parte delle cellule nel campo di un microscopio mostrandone quindi la conformazione.
La straordinaria importanza delle scoperte di Golgi gli valgono il premio Nobel nel 1906 in compartecipazione con uno scienziato spagnolo. E' il primo Nobel vinto da un italiano.
Nel solco della tradizione di Golgi, ancora nel '900 il gruppo di ricerca in neurobiologia ottiene risultati importantissimi. Negli anni '30 viene scoperta a Pavia la Serotonina, una sostanza che "regola le connessioni tra il corpo e la mente" e trova applicazioni nello studio della depressione e delle allucinazioni.
Un altro campo di ricerca di Camillo Golgi riguarda gli studi sul plasmodio della malaria; tra il 1985 e il 1892 Golgi identifica il ciclo di sviluppo dei plasmodi all'interno dei globuli rossi fra un attacco febbrile ed il successivo. Ora questo ciclo è chiamato ciclo di Golgi.

Il Novecento

Il Novecento si apre sotto il segno di Contardo Ferrini e di Plinio Fraccaro.

Ritratto di Contardo Ferrini
Ferrini si laurea a Pavia e diventa docente nel 1894. Mantiene la cattedra fino alla sua morte, avvenuta a soli 43 anni, e si occupa principalmente di diritto romano e diritto bizantino.
La sua produzione è vastissima, ma particolarmente importante è l'individuazione delle fonti usate da Giustiniano per comporre le Institutiones.
Ferrini si distingue per la particolare capacità di trovare un punto di equilibrio fra scienza e fede e sarà proclamato beato nel 1947.



Plinio Fraccaro

Plinio Fraccaro è, invece, un professore di storia antica. Si distingue nel secondo dopoguerra poichè, una volta assunta la carica di Rettore, con la sua attività favorisce l'opera di potenziamento che coinvolge l'Università di Pavia in tutti i campi. Vengono costruiti nuovi laboratori e si migliorano le strutture già esistenti, nuove residenze vanno ad aggiungersi ai collegi storici, ed un ulteriore rilancio dell'Università è favorito dallo sviluppo delle ricerche sull'Energia.


Negli anni '60 l'offerta didattica dell'Università di Pavia si arricchisce con l'istituzione delle facoltà di Economia e Commercio ed Ingegneria. Inoltre, continua l'opera di potenziamento con la costruzione di nuove biblioteche e laboratori; non di minore importanza è l'organizzazione di convegni e seminari che contribuiscono a diffondere la fama dell'Ateneo a livello mondiale.

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