Elettrometro a pagliuzze di Volta





Periodo di costruzione: ultimo quarto del XVIII secolo

Dimensioni: 6 cm x 6 cm x 13 cm
elettrometri di Volta
elettrometro di Volta - schema
Questo tipo di elettrometro fu descritto da Alessandro Volta nel 1787, come modifica degli elettroscopi a boccetta inventati da Tiberio Cavallo nel 1777 e migliorati da Horace Bénédict de Saussure nel 1783. Le variazioni più importanti introdotte da Volta consistono nell'utilizzo di due sottili pagliuzze, al posto dei fili di argento con palline di sughero o di midollo di sambuco, e nell'uso di una scala (a zero centrale e ad arco di cerchio avente le pagliuzze per raggio) incollata sulle due facce opposte della boccetta, a forma quadrata invece che cilindrica o a campana. Con queste migliorie Volta ottiene degli strumenti di misura lineari della tensione, almeno in un certo intervallo, e quindi stabilisce dei dettagli costruttivi per far sì che essi si trasformino in strumenti "universali" di misura della tensione elettrica, in modo che "... abbiano a corrispondersi con sufficiente esattezza, a riuscire cioè unissoni, da chiunque e in qualunque luogo vengano costrutti ... Allora tutti i Fisici, riportando le proprie esperienze di elettricità ad una misura comune, invece delle indeterminate ed arbitrarie, di cui si valsero fin qui, verranno ad intendersi perfettamente tra loro".


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