Gabinetto di Fisica di Volta

Il Gabinetto di Fisica dell'Università di Pavia venne aperto nel 1771, grazie alla riforma degli studi iniziata dall'Imperatrice Maria Teresa d'Austria e continuata da suo figlio Giuseppe II. Il primo direttore fu il padre scolopio Carlo Barletti, che alla fine del 1772 fu nominato professore di Fisica sperimentale all'Università.
All'arrivo di Volta a Pavia nel 1778, Barletti divenne responsabile dell'insegnamento di Fisica classica o generale, mentre Volta ricoprì quello di Fisica sperimentale o particolare. La prima includeva statica, dinamica, idrostatica, idraulica e fisica astronomica, che formavano la parte più matematizzata della fisica. La seconda, che riguardava i fenomeni concernenti elettricità, magnetismo, calore, pneumatica, acustica, meteorologia e ottica, era più fenomenologica e sperimentale.
Volta arricchì il Gabinetto con numerosi strumenti acquistati durante i suoi viaggi in Europa e con molti altri da lui stesso ideati e realizzati con l'ausilio di validissimi artigiani.
Il gabinetto di Fisica divenne non soltanto un posto dove Volta potesse sperimentare e insegnare, ma anche una sala da esposizione e un attraente teatro che doveva impressionare i visitatori. Molti degli strumenti venivano infatti utilizzati da Volta, oltre che per attività di ricerca, anche per esperienze pubbliche, tenute due volte la settimana, da Dicembre a Giugno. A queste partecipavano, insieme con gli studenti (per i quali il Professore teneva lezioni quotidiane), numerosi spettatori, per cui venne appositamente costruito nell'Ateneo pavese un nuovo e più ampio Teatro Fisico, l'odierna Aula Volta.
Nel 1804, Volta lasciò ufficialmente la cattedra a Pietro Configliachi, ma continuò a lavorare a Pavia e a mostrare interesse verso i nuovi strumenti. Nel 1819, l'ultimo inventario firmato da Volta attesta la presenza nel Gabinetto di Fisica di circa seicento strumenti.
Non tutti questi strumenti sono giunti sino a noi: alcuni andarono infatti distrutti nell'incendio del padiglione della mostra allestita a Como nel 1899 per il centenario dell'invenzione della pila, altri furono distrutti dall'uso o andarono persi nei traslochi succedutisi nel corso degli anni, l'ultimo dei quali imposto dalla Seconda Guerra Mondiale.
Dal 1932 i circa duecento strumenti rimasti del Gabinetto di Volta, insieme a quelli raccolti dai successori nel corso del XIX secolo, sono conservati nel Museo per la Storia dell'Università, che ospita anche un'impressionante collezione di campioni anatomici e di strumenti medici. Sino all'inizio degli anni '80, tutti questi strumenti di fisica non suscitarono nessun particolare interesse. Negli ultimi 17 anni, grazie alle attività dei membri del gruppo di storia e didattica della fisica dell'Università e all'appoggio dei direttori del Museo, la collezione è stata accuratamente restaurata e riesposta in due sale del Museo.
Gabinetto di VoltaIl Gabinetto di Fisica di Volta, in particolare, è stato inaugurato in occasione delle celebrazioni per il bicentenario dell'invenzione della pila. Gli strumenti ideati da Volta e quelli più strettamente usati nella ricerca sono stati collocati sul grande tavolo di lavoro appartenuto al grande scienziato, accanto alla scrivania, anch'essa originale. Tutto il resto della strumentazione ha trovato posto negli armadi dell'antico Gabinetto. Negli ultimi anni è stata svolta anche un'approfondita opera di studio degli strumenti e di informatizzazione della sezione di Fisica del Museo, opera che è qui solo in parte riprodotta.