Legami fra correnti elettriche e magnetismo

Che cosa hanno in comune la corrente che circola nei cavi elettrici e una calamita?

Apparentemente nulla, sono due oggetti di natura completamente diversa e la nostra diretta esperienza quotidiana non mette in evidenza collegamenti palesi. Questo è sostanzialmente ciò che i fisici pensavano fino agli inizi del Settecento. W. Gilbert (1544-1603) nella sua opera De Magnete, per primo ben caratterizzò le proprietà elettriche (ottenute per strofinio) e quelle magnetiche (prodotte da calamite).

De magnete

Tuttavia, nel 1820, Hans Christian Oersted (1777-1851) effettuò un'esperienza che comprovò la sua convinzione epistemologica secondo cui tutte le forze sono tra loro interconnesse. La sua esperienza, divenuta un classico, consiste nell'accostare un filo percorso da corrente ad un ago magnetico.


Dispositivo esperienza di Oersted
L'invenzione della pila da parte di A. Volta nel 1799 permise a Oersted di ottenere una corrente continua per un intervallo di tempo sufficientemente lungo per effettuare varie verifiche. L'esperienza di Oersted mise in evidenza gli effetti magnetici della corrente elettrica e legò due fenomeni di natura diversa, iniziando la moderna branca dell'Elettromagnetismo.
Oersted raccolse le sue scoperte negli "Experimenta circa effectum conflictus electrici in acum magneticum"; egli cercò di spiegare i fenomeni osservati secondo i principi della Filosofia naturale, ovvero cercando un'unità fra tutti i fenomeni naturali.
Nello stesso anno dei lavori di Oersted, A. M. Ampère (1775-1836) effettuò esperimenti sulle interazioni reciproche fra magneti, fra corrente e magnete e fra correnti.

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