Università di Pavia: 650 anni di Storia


Nel 2011 l’Università di Pavia celebra i 650 anni di fondazione. Lo Studium generale, voluto da Galeazzo II Visconti, fu infatti istituito nel 1361 con decreto dell’imperatore Carlo IV di Lussemburgo: una scuola giuridica e medica di grande valore.Ma la vera fondazione a Pavia di uno Studium generale dal quale deriva l’Università, risale all’imperatore Carlo IV, nel 1361, dietro sollecitazione di Galeazzo II Visconti duca di Milano. Papa Bonifazio IX accordò poi a Pavia gli stessi privilegi goduti dalle Università di Parigi e di Bologna. Gli insegnamenti dovevano essere di diritto canonico e civile, di filosofia, medicina e arti liberali.
Il prestigio crebbe nel secolo XV, come dimostra l’affluenza anche di studenti stranieri, ma si ebbe in seguito una brusca interruzione provocata dal gravissimo assedio e le distruzioni del 1525.
L’età della dominazione spagnola fu periodo di ristagno che si ripercosse anche sull’attività scientifica e didattica dell’Università. La rinascita dell’Università di Pavia è dovuta alla politica illuminata dei sovrani di Casa d’Austria, Maria Teresa e Giuseppe II, nella seconda metà del sec. XVIII. Essa fu accompagnata da un grandioso programma di potenziamento delle strutture didattiche, di ricerca e di riassetto edilizio, che ha dato alla sede dell’Università l’aspetto che essa ancora oggi conserva. Fra i docenti più famosi di livello europeo vanno almeno ricordati Lazzaro Spallanzani nelle scienze naturali, Lorenzo Mascheroni nelle matematiche, Alessandro Volta nella fisica, Antonio Scarpa nell’anatomia. L’età napoleonica vide gli insegnamenti di Vincenzo Monti e di Ugo Foscolo sulla cattedra di eloquenza e di Gian Domenico Romagnosi di diritto civile. Nel corso del XIX secolo la scuola medica e la scuola matematica pavesi furono illustrate da grandi personalità che diedero nuovo, vigoroso impulso alla ricerca scientifica con riflessi importanti in campo nazionale e internazionale. I matematici Eugenio Beltrami, Felice Casorati e Luigi Berzolari furono a lungo docenti a Pavia; Camillo Golgi, docente di istologia e patologia generale, ebbe nel 1906 il premio Nobel per i suoi studi sulla struttura del sistema nervoso, Carlo Forlanini escogitò nuovi metodi curativi della tubercolosi. Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale l’Università di Pavia ha conosciuto un nuovo rilancio, dovuto in gran parte all’energia e all’iniziativa del rettore Plinio Fraccaro. Già dalla metà del secolo XVI Pavia era dotata di due grandi Collegi Universitari, Borromeo e Ghislieri, che avevano svolto nel secolo XIX un ruolo importante nella preparazione culturale di buona parte della classe dirigente e intellettuale lombarda e italiana. La creazione di nuovi Collegi fu intesa come la via migliore per favorire l’accesso di giovani meritevoli ad una cultura non più riservata a pochi, ma socialmente aperta senza perdere di serietà. I Collegi universitari pavesi, sono ora 17. Nel corso degli anni 60, alle Facoltà tradizionali si sono aggiunte quella di Economia e Commercio e di Ingegneria. Lo sviluppo delle strutture didattiche e scientifiche (biblioteche, laboratori, seminari) è continuato senza sosta, caratterizzando sempre più l’Università di Pavia come istituzione di ricerca e di studio a livello internazionale.

Timeline: la storia dell'Università dal 1361 ad oggi.

Anteprima della timeline


Luoghi storici dell'Università di Pavia


AULA VOLTA

Lo svolgimento di lezioni aperte al pubblico, nelle quali la teoria fosse accompagnata da esperimenti era esplicitamente previsto nel piano di rinnovamento dell'Università voluto da Maria Teresa. Per accogliere il folto pubblico che assisteva alle lezioni di Volta, Giuseppe II, nel 1785 ordinava la costruzione di una nuova aula per la Fisica da collocarsi nel lato est del Portico Teologico. I lavori vennero affidati all'architetto Leopoldo Pollack, che li concluse nel 1787. L'aula ripete lo schema del Teatro Olimpico del Palladio a Vicenza, con cui presenta analogie sia strutturali sia decorative. Anche il motivo delle nicchie con statue costituisce una chiara citazione di Palladio. Essendosi danneggiato l'originale soffitto piano, l'architetto Marchesi lo sostituì, dopo il 1828, con l'attuale copertura a conchiglia. Dietro la cattedra è collocato il busto di Volta, opera dello scultore Giuseppe Comolli (XIX sec.). Sul piedistallo è incisa l'epigrafe dettata dall'abate Pietro Configliacchi. Sulla parete sopra la scultura sono raffigurati i più importanti strumenti scientifici inventati da Volta.



AULA SCARPA

Nel 1786 Leopoldo Pollack realizzò il nuovo Teatro Anatomico , che venne portato a compimento dopo aver preso contatto con il professore di anatomiaAntonio Scarpa per conoscere le esigenze legate alla moderna impostazione dell'insegnamento e della ricerca. L'aula semicircolare è da mettere in relazione ai modelli dei teatri antichi e all'esempio della realizzazione palladiana del Teatro Olimpico di Vicenza. Sul lato corto si aprono tre grandi finestre a tutto sesto, alle quali se ne aggiungono altre due, una per ogni parte, all'innesto del lato curvo; tra una finestra e l'altra sono dipinte delle urne cinerarie con geni alati di tipo funerario. Il motivo ad arco incominciato dalle finestre è moltiplicato dalle nicchie che si susseguono lungo tutto il lato curvo e contengono i busti marmorei di Scarpa, Panizza, Zoya, Sala, Pensa, Brambilla, Frank e Porta. La cavea, interamente realizzata in legno, è completata da balaustre a pilastrini; banchi e cattedra costituiscono due zone del tutto isolate con accessi separati. L'argomento fondamentale di un'aula di anatomia, cioè la morte, è chiaramente espresso dai cippi e dai vasi funerari, perché come il periodo neoclassico esigeva, la funzione di un luogo doveva essere manifestata anche dalla decorazione. L'aula venne in seguito dedicata ad Antonio Scarpa che si era proposto di fare della scuola anatomica pavese 'la prima in Europa'. Scarpa aveva aiutato Pollack con richieste e consigli durante la progettazione dell'aula e l'aveva lui stesso inaugurata il 31 ottobre 1785 con un solenne discorso.



AULA FOSCOLO

Nel XVIII secolo, Maria Teresa d'Austria, nell'ambito del suo nuovo piano per la migliore direzione e riordino dell'Università' propose una modernizzazione dell'antico edificio. L'incarico fu affidato all'architetto Giuseppe Piermarini. Nello stesso periodo fu costruita l'aula Foscolo, che fu più tardi decorata da Paolo Mescoli nel 1782. Quest'aula precedentemente era l'Aula Magna dell'Università, la quale, dopo il 22 gennaio 1809, giorno in cui Ugo Foscolo lesse – con gran clamore di pubblico - l’orazione inaugurale della sua cattedra di Eloquenza a Pavia, venne appunto dedicata al poeta italiano.

aula foscolo



AULA DEL 400

L' Aula del 400, così come cita la targa all'ingresso, nel periodo 1900-1918 era la sede dell'antico ospedale San Matteo di Pavia, in cui operava le sue ricerche Carlo Forlanini, docente di Patologia Medica e Clinica Medica, nonchè candidato a due premi Nobel per la Medicina per le sue ricerche sulla cura della tubercolosi polmonare. Oggi il seminterrato dell'Aula del 400 contiene l'archivio di deposito dell'Università di Pavia.

Aula del 400 Aula Disegno



AULA MAGNA

I primi disegni di questo edificio furono messi a punto fin dal 1837 dall'architetto Marchesi e i lavori furono ultimati nel 1850. Il bassorilievo del timpano, eseguito dallo scultore Antonio Galli, rappresenta Alessandro Volta, in veste di Rettore, nell'atto di conferire un diploma di laurea. Nello stesso edificio si fondono due fondamentali tipologie del mondo classico: quella del tempio, per l'esterno, con tanto di pronao a colonne corinzie ispirato al modello di un tempio greco e di timpano completato da sculture, a indicare la sacralità del luogo e, per l'interno, quello della basilica, a indicarne l'utilizzo civile e pubblico.

Aula Magna

Aula Magna interno



COLLEGIO GHISLIERI

Papa Pio V (Antonio Michele Ghislieri), dopo la vittoria della flotta degli Stati cristiani nella sanguinosa battaglia contro l'armata navale turca, decise di rinnovare il ruolo di istituzioni culturali che educassero una classe dirigente in cui la formazione religiosa ed etica si integrasse con una elevata preparazione culturale e professionale. Da qui dunque il progetto del Papa (eletto nel gennaio 1566) di un collegio che portasse il nome della sua famiglia; sede ideale, per la sua antica e rinomata università, era Pavia, dove il Papa era stato inquisitore e (presso il convento domenicano di S. Tommaso) lettore di filosofia e teologia. Pavia, inoltre, non era lontana dal territorio alessandrino di Bosco (Marengo) da cui il Papa proveniva ed i cui giovani avrebbero avuto un accesso privilegiato al collegio. Nasce così, già nel 1567, il Collegio Ghislieri di Pavia, il cui progetto educativo, nei confronti dei giovani di ingegno ma di non agiate condizioni economiche, ben si riassume nella affermazione contenuta nella bolla di fondazione, per cui sapientia probitate morum coniuncta humanae mentis perfectio [est].



COLLEGIO BORROMEO

La posa della prima pietra avvenne il 19 giugno 1564. La bolla di fondazione di papa Pio IV "Ad apostolicae dignitatis apicem" risaliva a tre anni prima, al 15 ottobre 1561 e il progetto era stato affidato all’architetto Pellegrino Pellegrini detto il Tibaldi (1526-1596). Negli anni 1603-1604 venne arricchito nel salone al piano superiore del ciclo pittorico dedicato a San Carlo Borromeo (volta e parete settentrionale, opera dell’orvietano Cesare Nebbia e aiuti) e sulla parete meridionale dell’episodio dell’imposizione del cappello cardinalizio, opera di Federico Zuccari. Altre aggiunte furono apportate successivamente, le principali: nel 1620-29 da Francesco Maria Richini (1584-1658) due avancorpi di portico alla parte orientale e la recinzione del giardino racchiuso da questi mediante un muro terminante con fontana; da Giuseppe Pollack negli anni 1818-20 il completamento del prospetto verso il fiume, con l’abbattimento delle chiesa di San Giovanni in Borgo, tenendo fede al disegno del Pellegrino. Fondato per permettere a giovani dotati di talenti intellettuali ma sprovvisti di beni, quindi impossibilitati ad accedere all’Università ed a dedicarsi agli studi e per garantire al tempo stesso, in età controriformistica, un’adeguata formazione morale, il collegio a partire dall’apertura ufficiale del 1 aprile 1581 ha ospitato circa quattromila alunni. Dall'anno accademico 2009-10 è aperta la sezione femminile garantendo pari opportunità di studio a 50 alunne.



BIBLIOTECA UNIVERSITARIA

Biblioteca


A Pavia l’unica biblioteca al tempo esistente era quella del Collegio Ghislieri, che verso la fine del 1778 trasferì il materiale librario all'interno del Salone Teresiano, ubicato nel palazzo universitario, andando così a costruire la nuova “Imperial Regia Biblioteca Ticinese”.
Nel grandioso Salone (detto poi Teresiano), opera dell’architetto Piermarini, oltre ad un primitivo nucleo di 12.000 volumi staccati dalla libreria del Collegio Ghislieri, entrarono via via a far parte del patrimonio librario della Biblioteca i duplicati delle opere della biblioteca di Brera a Milano e della biblioteca di Vienna, una parte della biblioteca Pertusati, la sezione scientifica delle librerie Haller e Firmian.



CORTILE DELLE STATUE

cortile delle statue

Il Cortile delle Statue, fa parte della serie di cortili interni dell'Università di Pavia. In cortile, ubicato nel dipartimento di Lettere e Filosofia ospita le statue di illustri personaggi che han fatto la storia dell'università di Pavia: Camillo Golgi, Antonio Bordoni, Luigi Porta Pavese, Bartolomeo Panizza.



CORTILE DELLE MAGNOLIE

magnolie

Lo storico Cortile delle Magnolie, in ricordo di Cesare Bonacossa, che dal1990 ospita il monumento funebre a Ugo Foscolo.



MONUMENTO FUNEBRE A UGO FOSCOLO

Ugo Foscolo

Realizzato da Zulimo Rossellini nel 1934 per Santa Croce a Firenze, il monumento funebre non trovò mai collocazione tra le urne dei forti, nonostante avesse vinto il concorso indetto per eternare in quella sede la memoria del poeta. Nel 1990 il nipote Paolo Rossellini donò il sarcofago all'Ateneo Pavese, che lo collocò nello storico Cortile delle Magnolie, all'interno dell'Università dove il giovane Foscolo ricoprì, nel 1809, la cattedra di Eloquenza.



MONUMENTO AI CADUTI

monumento ai caduti

Il cortile dei Caduti ospita il monumento in memoria degli studenti caduti nella Prima Guerra Mondiale realizzato da Alfonso Marabelli e inaugurato del 1922.



CORTILE VOLTA


Statua Alessandro Volta

Il Cortile Volta appartiene al nucleo del XV secolo dell'Università, ma il suo aspetto è il risultato della ristrutturazione di Pessina del XVII secolo ed è riconducibile alla tradizione manieristica lombarda. Ha un perimetro rettangolare con un doppio portico di colonne doriche di granito binate con una balaustra a pilastrini.
Chiamato in origine il portico legale, perché circondato dalle aule della Facoltà di Legge, deve la denominazione corrente alla presenza della statua di Alessandro Volta scolpita da Antonio Tantardini nel 1878 in occasione del centenario della nomina di Volta a professore di fisica sperimentale a Pavia.
Volta è raffigurato in toga professionale con la pila nella mano sinistra . Nei muri perimetrali, sotto il portico si possono ammirare numerose pietre tombali e epigrafi in memoria. Le più antiche e interessanti risalgono al XV e XVI secolo e sono dedicate ad alcuni dei più famosi insegnanti di Pavia.



MUSEO PER LA STORIA DELL'UNIVERSITA'

Museo

Il Museo, creato nel 1932 per accogliere il materiale esposto nella mostra di cimeli allestita a Palazzo Botta in occasione del primo centenario della morte di Scarpa, si trova in quella che fu la sede della Facoltà di Medicina, adiacente all’antico Teatro anatomico. Dopo l’esposizione, l’Istituto di Anatomia Patologica si trasferì nella nuova sede e nei locali appena liberati nel palazzo universitario venne alloggiato il materiale anatomico, primo nucleo delle attuali collezioni museali. In quell’anno affluirono al nascente Museo numerosi oggetti storici tra i quali diversi strumenti del Gabinetto di Fisica di A. Volta, e le preparazioni riguardanti patologie vascolari e osteo-articolari conservate nell’ex Museo Porta. Il Museo attuale venne inaugurato ufficialmente nel 1936 e fu ampliato nel corso degli anni grazie ad oggetti provenienti dagli istituti universitari, dai musei preesistenti o donati da privati. Durante la guerra il Museo rimase chiuso ed il suo contenuto trasferito in un luogo sicuro, mentre nell’immediato dopoguerra, grazie al contributo del rettore Fraccaro, il Museo accrebbe le sue collezioni, con l’acquisto di cimeli, il ritrovamento di oggetti e documenti, e donazioni di grande valore.




auguri


Università di Pavia: 650 anni di storia